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Comune di Codigoro
 

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Notizie generali
Rappresentazione parziale del centro storico di Codigoro Codigoro, già conosciuta in epoca romana, è infatti citata sulla tavola Peutingeriana, in periodo altomedievale lega le sue vicende, con il nome di Caput Gauri, all'abbazia di Pomposa, capitolo benedettino tra i più importanti d'Italia. Con il decadimento del potere temporale dell'abbazia, Codigoro passa, alla fine del secolo XIII, sotto la dominazione estense, per essere inglobata, dal 1598, nei territori dello stato pontificio. In epoca napoleonica, Codigoro diventa capoluogo del circondario di Volano, dipartimento del Basso Po. Dal 1817, dopo la restaurazione, è sede di Governatorato e sono sottoposti alla sua giurisdizione gli appodiati di Ariano Destro, Mesola, Goro e le comuni di Lagosanto, Massenzatica e Mezzogoro. Il plebiscito del 1860 sancisce l'annessione al regno di Sardegna.
L'Archivio storico del Comune di Codigoro raccoglie documentazione compresa tra il secolo XV e i giorni nostri. Nei libri delle "Determinazioni" si trovano notizie relative a riordini effettuati sulle carte d'archivio negli anni 1616, 1657 e 1740. Nel 1794, per esplicito interessamento del Legato di Ferrara cardinale Spinelli, l'allora segretario della Comunità , conte Pietro Bellori, operò un riordino i cui risultati sono ancor oggi riscontrabili sulla documentazione del periodo. Bellori divise tutte le carte a lui pervenute raggruppando i tomi a seconda dell'argomento trattato, e compilando poi un accurato repertorio alfabetico, tuttora utile ai fini della ricerca d'archivio. Il Bellori aveva predisposto il suo repertorio in modo che fosse possibile continuare la classificazione degli atti via via prodotti secondo lo schema da lui definito e infatti, dal 1794 al 1796 si può notare qualche sporadica aggiunta.

Durante il periodo francese, la normativa riguardante gli archivi si affina e gradualmente si diffonde l'uso di ordinare le carte secondo un titolario di classificazione che, a Codigoro, si trova parzialmente applicato sin dal 1797.
Questo primo titolario, a 16 titoli, venne adottato per l'archiviazione delle carte fino al 1819, quando fu sostituito da uno nuovo, che, nonostante l'aggiunta di cinque titoli, rimaneva nella sostanza simile al precedente. Nel 1826 il crollo del Municipio, dove era conservato anche l'archivio, arrecò danni e dispersioni alle carte e del necessario riordino venne incaricato il segretario Giuseppe Guirini, che portò a termine il suo compito nel 1853. Guirini ricostruì fin dove era possibile l'ordinamento Bellori, e riordinò le carte successive rispettandone la titolazione originaria.

Intervenne anche, seppure in maniera frammentaria e incompleta, sulla parte della documentazione prodotta tra il 1797 e il 1804, applicando ai titoli la divisione in rubriche. Il Cencetti, nella sua relazione, riferisce che, nel periodo compreso tra il 1820 e il 1870, uno sconosciuto archivista riunì in un'unica tutte le serie descritte, tracciando su ogni busta delle lettere identificative ancor'oggi visibili, corrispondenti all'iniziale del rispettivo titolo. Più probabilmente la apposizione di queste lettere è successiva al riordino di Guirini. In epoca post-unitaria, il 1875 segna l'introduzione di un nuovo titolario, applicato fino al 1893; inoltre, dal 1875 il carteggio amministrativo si ordina per annate. Dal 1894 viene applicato agli atti un nuovo titolario, evoluzione del precedente, dotato di un grado maggiore di sistematicità; esso resta in vigore fino al 1913, nonostante la circolare del Ministero degli Interni, 1° marzo 1897, che predisponeva l'adozione di un titolario unico per gli archivi comunali e che verrà attesa solamente nel 1914.

Si segnala che la documentazione è lacunosa per gli anni 1914 - 1916, e tace completamente negli anni 1917 e 1918. Nel 1941 l'archivio per gli atti fino al 1870 venne riordinato da Giorgio Cencetti, che né ricostruì l'originaria formazione storica compilando un inventario sommario e un'esauriente relazione. Negli ultimi quattro decenni i materiali archivistici, che hanno subito qualche perdita durante il secondo conflitto mondiale, sono stati collocati in diverse sedi per esigenze dell'amministrazione comunale, e finalmente nell'agosto del 1986 sono stati riuniti nella nuova sede dell'Archivio storico Comunale.
Il lavoro di riordino necessario per la compilazione del presente inventario, ha avuto come obiettivo principale il rispetto e la ricostruzione della formazione storica dell'archivio comunale. Si è quindi curato di fare costante riferimento a tutti gli strumenti di corredo che si sono citati. Per il nucleo più antico, costituito dall'ordinamento Bellori, si è scelto di ricostruire quanto più possibile la fisionomia, sulla base del Repertorio.

Si sono integrati all'interno della serie quei pochi pezzi prodotti tra il 1794 e il 1796, la cui collocazione era stata pensata in continuità con il repertorio stesso, anche se mai effettuata materialmente. Se ne sono però distinti i volumi delle Deliberazioni Consigliari, che, per completezza, si sono riuniti in un'unica serie estesa su tutto l'arco cronologico della documentazione; e i registri dei Livelli, dei Catasti e degli Estimi che, trovando collocazioni poco chiare e contraddittorie nel Repertorio, si è preferito enucleare affinché fossero nell'adeguato rilievo.
La documentazione compresa tra il 1796 e i primi anni dell'800 si è divisa rispettando tipologie e modi di archiviazione, nonostante ciò abbia dato necessariamente luogo a sovrapposizioni temporali fra le serie ricostruite.

Il carteggio amministrativo è stato distinto a seconda del titolario di classificazione applicato, provvedendo alla collocazione corretta delle pratiche; tutti gli atti fino all'anno 1912, si sono trovati in condizioni di relativo ordine, mentre a partire dal 1913 si è dovuto intervenire in misura notevole, per motivi diversi, illustrati nelle note introduttive delle singole serie. Si è provveduto inoltre a separare dalla documentazione Comunale gli atti prodotti da altri enti o istituzioni; si segnala in relazione a questo la non ricca documentazione del fondo notarile, dotata di qualche repertorio che riporta la registrazione degli atti fin dal secolo XII.

L'archivio appare ora così organizzato: prima di tutto si sono collocati i materiali di corredo; poi le Deliberazioni Consigliari e di Giunta e parte dei pezzi più antichi non compresi nel repertorio Bellori e tutto il Carteggio Amministrativo moderno, i Protocolli, Catasti, Estimi e Mappe, la Sezione Contabile, la Sezione di Stato Civile e infine gli Archivi Aggregati.

BIBLIOGRAFIA
Viganò, Pietro, "Codigoro. Cenni storici", Bologna 1971 -
Cencetti, Giorgio, in Notizie degli Archivi di Stato, anno II, 1942, p.36

STRUMENTI DI CORREDO
"Repertorio storico generale delle materie dell'Archivio storico comunale...", 3 voll., 1794 "Questo antico comunale archivio ... al bene pubblico ridonavasi...", 1853 -"Riordinamento dell'archivio antico di Codigoro. Relazione", 1942 -"Codigoro", nella Guida degli archivi comunali dell'Emilia-Romagna, vol. "Ferrara e provincia", 1973
 
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ultima modifica: 29-03-2012
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