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Comune di Copparo
 

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Notizie generali
Le carte più antiche conservate in Archivio decorrono dal 1730, quando il Ferrarese era già incluso nei domini dello Stato Pontificio. L'istituzione della Legazione, corrispondente alla parte dell'ex ducato estense soggetta alla Devoluzione alla Santa Sede avvenuta nel 1598, aveva comportato il riassetto politico-amministrativo di un territorio divenuto provincia periferica rispetto al centro del potere della curia romana e sottoposto all'autorità del Cardinal Legato di nomina pontificia. L'abbandono definitivo del Ferrarese da parte degli Estensi era avvenuto il 28 gennaio 1598 e il 15 giugno dello stesso anno la bolla Inter precipuas curas et sollecitudines di papa Clemente VIII stabiliva l'ordinamento della Legazione che aveva come unità di base la comunità; il suo territorio era costituito di 109 comunità distrettuali, quelle appunto del distretto di Ferrara, e 65 comunità extra distrettuali. Fra le 109 comunità del distretto di Ferrara quella di Copparo era una delle più importanti.

Le comunità, nel loro insieme, erano distribuite fra diverse entità amministrative create all'interno della Legazione e cioè 7 podesterie e 15 governi. La situazione del territorio della comunità di Copparo e dei paesi circostanti era la seguente: i centri-capoluogo degli attuali comuni di Copparo e Formignana dipendevano direttamente dal distretto di Ferrara; Rero dipendeva da una delle 7 podesterie e precisamente da quella di Migliaro; Guarda Ferrarese, Ro e Zocca dipendevano da un'altra podesteria, quella di Garofalo, oggi in provincia di Rovigo; Cologna e Berra dipendevano da uno dei 15 governi, quello di Crespino, oggi in provincia di Rovigo.

In questo ordinamento Legazione e Provincia non erano del tutto coincidenti dal punto di vista territoriale; se, nel quadro generale, questo può essere significativo per alcune località di confine, non lo è invece per la posizione di Copparo in rapporto a Ferrara: mentre la Legazione era l'istituzione che rappresentava il potere politico dello Stato Pontificio, la Provincia era l'entità amministrativa su cui esercitava la propria autorità il Maestrato dei Savi insediato in Ferrara.

Dopo l'ingresso in città delle truppe napoleoniche, avvenuto il 22 giugno 1796, quello che, con l'amministrazione pontificia, era il Governo Generale della Provincia, sotto l'occupazione militare francese viene sostituito da una provvisoria Amministrazione Centrale del Ferrarese; anche questa è destinata ad una ulteriore e rapida evoluzione in un quadro più ampio di nuove istituzioni. Dal 16 al 18 ottobre di quell'anno Napoleone convoca a Modena, presenziando lui stesso, un Congresso fra i rappresentanti dei governi repubblicani provvisori delle due ex Legazioni di Ferrara e Bologna e delle città di Modena e Reggio, i cui territori formavano, dal 1598, quanto rimaneva del ducato estense che, così come le Legazioni, le autorità militari francesi avevano ora soppresso. La rappresentanza ferrarese era composta di trenta cittadini. In questa circostanza viene fondata la Confederazione Cispadana, con governo centrale provvisorio a Bologna, come primo passo verso la formazione della successiva Repubblica Cispadana, proclamata il 27 dicembre 1796. Con l'assorbimento nelle nuove istituzioni repubblicane, la prima Amministrazione Centrale del Ferrarese, istituita il 1° ottobre 1796, termina le proprie funzioni il 2 giugno 1797.

Nel frattempo Ferrara, e di conseguenza anche Copparo, era stata ceduta definitivamente alla Francia con la pace di Tolentino del 19 febbraio 1797; il successivo 23 marzo sul suo territorio viene istituito il Dipartimento del Po, comprendente anche località dell'attuale provincia di Rovigo, suddiviso in sedici Cantoni, dei quali fa parte anche Copparo.

Con l'unione delle Repubbliche Cispadana e Transpadana, il 29 giugno 1797 viene proclamata a Milano la Repubblica Cisalpina e il successivo 27 luglio, con decreto del Direttorio Esecutivo, Ferrara è annessa al nuovo stato come capoluogo del Dipartimento del Basso Po. Con queste nuove ridefinizioni e ripartizioni cisalpine i territori del Ferrarese subiscono le prime significative modificazioni rispetto all'estensione della precedente Legazione pontificia.

In una serie di provvedimenti che vanno dal 19 luglio al 18 ottobre 1798 il territorio ferrarese appartenente al Dipartimento del Basso Po viene suddiviso in undici Distretti; tutti i paesi nei dintorni di Copparo, prima ricordati a proposito della Legazione pontificia, vengono assegnati al Distretto dei Due Po e costituiscono due entità amministrative: la Municipalità Distrettuale del Brazzolo, avente sede a Copparo, e la Municipalità Distrettuale della Lavezzola, con sede a Cologna.

Dal 22 maggio 1799 al 20 gennaio 1801 Copparo torna a far parte del restaurato Governo Generale della Provincia, come in epoca legatizia, a causa dell'istituzione della Cesarea Regia Provvisoria Reggenza creata dagli Austriaci nel periodo in cui i Francesi hanno dovuto abbandonare il Ferrarese in conseguenza delle sconfitte militari subite dalla seconda coalizione antinapoleonica.

Con la discesa di Napoleone in Italia dal Piccolo San Bernardo, il 16 maggio 1800, ha inizio la ripresa dei Francesi; il 2 giugno viene occupata Milano e il 5 giugno Napoleone proclama la nascita della seconda Repubblica Cisalpina.

I territori del Ferrarese, e quindi anche quello di Copparo, tornano a far parte della ricostituita Repubblica il 19 gennaio 1801. Poco dopo ha fine la seconda coalizione antinapoleonica con l'imposizione all'Austria della pace di Lunéville, il 9 febbraio 1801; da questo momento, fino al 1802, il Dipartimento del Basso Po comprende anche le località di Melara e Bergantino, oggi provincia di Rovigo, che poi, in seguito ad altri nuovi assetti, sono passate al Dipartimento del Mincio.

Il 26 gennaio 1802, con la Consulta di Lione, è deliberata la nascita della Repubblica Italiana, di cui Napoleone è eletto presidente, con capitale Milano; tutto il Ferrarese fa parte, per un triennio, di questo nuovo Stato ormai prossimo a diventare Regno d'Italia. Nel 1805 si hanno, in successione, la proclamazione di Napoleone re d'Italia, il 18 marzo, e quella del Regno, il 31 dello stesso mese; l'incoronazione di Napoleone avviene a Milano, il 26 maggio di quell'anno.

Il Decreto dell'8 giugno 1805 sancisce l'assetto amministrativo del Regno d'Italia, riconfermando i Dipartimenti, suddivisi in Distretti, Cantoni e Comuni. La più alta autorità dipartimentale è il Prefetto, affiancato da un Consiglio di Prefettura e da un Consiglio Generale; a capo di ogni Distretto viene posto un Vice Prefetto con un Consiglio Distrettuale; le autorità del Cantone sono il Giudice di pace per le competenze amministrative e il Cancelliere del censo per la custodia dei libri censuari dei Comuni compresi nel Cantone e con la funzione di segretario comunale nei Comuni più piccoli del medesimo. In base al numero degli abitanti, i Comuni sono distinti in tre classi.

Col nuovo Regno si ha una semplificazione dell'assetto amministrativo e territoriale del Ferrarese rispetto al periodo repubblicano; Ferrara è ancora capoluogo del Dipartimento del Basso Po, cui vengono riassegnati i territori del Polesine di Rovigo. Il Dipartimento viene suddiviso nei tre Distretti di Ferrara, Rovigo e Comacchio; le tre città sono sedi di Consiglio Distrettuale, di nomina regia. Nel Dipartimento del Basso Po, dunque, dipendente dal Distretto di Ferrara, il territorio di Copparo costituisce un Cantone, di cui fanno parte i Comuni di Copparo, Coccanile con Ambrogio, Piumana, Cesta e Zenzalino, Sabbioncello di sopra con Sabbioncello di sotto, Gradizza e Fossalta, Saletta con Tamara, Corlo e Correggio, Guarda Ferrarese, Ro con Ruina e Zocca, Formignana con Tresigallo, Cornacervina, Rero e Final di Rero, Cologna con Fossasamba; Berra e Serravalle formano un unico Comune, appartenente al Cantone di Codigoro.

Dopo la disfatta militare della campagna di Russia, le truppe napoleoniche subiscono un'altra sconfitta a Trieste, il 28 gennaio 1814, a seguito della quale viene proclamato dalla coalizione austro-britannica un Regno d'Italia Indipendente.

La restaurazione messa in atto a partire dal 1814 (il Congresso di Vienna si concluderà nel giugno dell'anno dopo) riporta Copparo sotto l'autorità del Governo Provvisorio dell'Imperatore Francesco I d'Austria che, con Decreto del 19 febbraio1814, abolisce il Decreto napoleonico dell'8 giugno 1805 e stabilisce un nuovo assetto per i comuni dell'ex Cantone di Copparo. Vengono accorpati Copparo con Zenzalino e Cesta, Coccanile con Ambrogio e Piumana, Formignana con Tresigallo, Rero con Final di Rero, Fossalta con Gradizza, Saletta con Tamara, Ro con Ruina e Zocca. Un documento del 13 gennaio 1815 attesta il passaggio di consegne dal sindaco in carica fino a quella data, Leopoldo Cavallari, a Giovanni Perelli, che assume il titolo di podestà; lo stesso documento ci informa che il Comune era retto, oltre che dal podestà, dai Savi municipali Bernardo Buzoni, Gaetano Campana, Ubaldo Cani, Antonio Modenesi, Gaetano Perelli, Enea Vendeghini.

Sconfitto definitivamente a Waterloo il 18 giugno 1815, Napoleone si consegna agli inglesi il 22 dello stesso mese; il 15 luglio 1815 tutto il Ferrarese ritorna alla situazione politico-amministrativa precedente il 1796 e anche Copparo è parte della Legazione Pontificia degli stati di papa Pio VII. Così, già dall'agosto di quell'anno, le carte che a Copparo provengono dall'amministrazione centrale della provincia, sono intestate al Governo Provvisorio Pontificio, che ha sostituito il governo austriaco insediando a Ferrara il proprio Cardinal Legato.

Lo stesso documento del 13 gennaio 1815 ci fornisce altre interessanti notizie: il sindaco uscente, Leopoldo Cavallari, consegna al podestà e ai Savi l'archivio municipale "contenente gli atti tutti, e registri d'amministrazione dal 1810 a tutto questo giorno, già custoditi dal segretario attuale, sig. Bartolomeo Burini". In seguito ad una incursione di "briganti" a Copparo nel 1809 vengono distrutti tutti gli archivi, lasciando ben poca cosa di materiale antico. Vi è poi notizia che, proprio nel 1809, un furioso incendio distrugge anche il palazzo costruito da Ercole II d'Este fra il 1540 e il 1547, allora di proprietà dei principi Barberini, sede dell'ufficio municipale.

Con le Disposizioni 23 gennaio 1815, seguite all'attuazione della concentrazione dei Comuni, il Delegato del Governo Provvisorio dell'Imperatore d'Austria stabilisce che gli atti municipali dei Comuni cessati devono essere concentrati negli archivi dei nuovi Comuni e che "tutto ciò dovrà essere fatto con esatto inventario". Nell'archivio di Copparo, quindi, dopo il 1815 non erano solo conservati gli atti del governo francese che riguardavano la comunità, ma anche gli archivi dei comuni di Coccanile, Saletta, Formignana e Rero. Di questa documentazione attualmente non c'è traccia, ma sembra che non vi fosse già negli anni Trenta del '900.

Nel 1817, con editto del Cardinal Consalvi, viene deliberata la composizione della nuova circoscrizione: Copparo con la sola frazione di Cesta, Coccanile con Ambrogio e Piumana, Formignana con Tresigallo, Rero con Finale di Rero, Rovina, Saletta con Tamara, Sabbioncello di sopra e Sabbioncello di sotto con Fossalta e Gradizza, Cologna con Berra e Serravalle, Guarda con Ro e Zocca. Copparo è sede di Governatorato con giurisdizione sui territori degli attuali Comuni di Copparo, Berra, Ro, Formignana e Jolanda di Savoia.

Almeno dal 1840 risultano appodiati a Copparo i Comuni di Cologna, Sabbioncello e Guarda. La Comunità di Copparo, negli anni durante i quali fa parte alla Legazione di Ferrara, è dunque retta da un Governatore affiancato dalla magistratura; vi sono anche un Consiglio e una Deputazione del Clero. Ogni comune appodiato ha un proprio sindaco.

Il governo pontificio prosegue fino al 1859, quando, il 10 agosto, gli succede il Governo della Romagna e a Copparo viene eletta una commissione municipale, in attesa delle elezioni del 25 settembre.

Con Decreto 27 dicembre 1859 viene abolito il sistema degli appodiati in uso nel Governo Pontificio e dal Comune di Copparo dipendono le seguenti quattro Delegazioni:
  1. Delegazione di Copparo: comprendente Copparo, Cesta, Coccanile, Ambrogio, Saletta, Tamara, Gradizza;
  2. Delegazione di Sabbioncello: Sabbioncello S. Vittore, Sabbioncellino, Fossalta, Formignana, Tresigallo, Rero, Finale;
  3. Delegazione di Guarda: Guarda, Ro, Zocca, Ruina;
  4. Delegazione di Cologna: Cologna, Berra, Serravalle.
Il Decreto stabilisce che le Delegazioni abbiano un patrimonio e un bilancio propri. Tale distinzione di patrimonio e di bilanci si mantiene fino al 1889, anno in cui i bilanci vengono unificati.

Il 9 febbraio 1860 Copparo vota l'annessione all'Italia. In seguito, l'amministrazione comunale si compone della Giunta, formata da Sindaco e assessori, e del Consiglio comunale.

Già nel 1860, dodici frazioni della circoscrizione amministrativa di Copparo indirizzano una domanda al Governo del Re per essere costituite in tre distinti Comuni. Il Consiglio Provinciale, il 16 ottobre 1860, esprime parere favorevole sulla domanda, che viene quindi inoltrata al Ministero. Prende avvio così un processo che, fra istanze, petizioni, studi e relazioni, durerà cinquant'anni.

Con legge 24 dicembre 1908, n. 752, viene decretata la divisione del Comune di Copparo in cinque Comuni diversi: Copparo, Ro, Formignana, Berra e Le Venezie (poi Jolanda di Savoia). Il provvedimento entra in vigore dal 1°gennaio 1910. Nelle buste che conservano le carte relative a questo provvedimento è documentata anche l'interessante vicenda dello smembramento dell'archivio comunale. La divisione del territorio comunale in cinque diversi enti porta di conseguenza anche la suddivisione dei beni immobili posti nei territori che, dopo la Legge 24 dicembre 1908, n. 752, ricadevano sotto la giurisdizione di comuni diversi da Copparo. Ciò riguarda soprattutto le scuole, i cimiteri, le strade e le piazze, ma anche edifici privati, macelli ecc. I neonati Comuni, in breve tempo, presentano rivendicazioni anche sulla documentazione relativa a tali beni conservata presso l'archivio di Copparo. In un primo momento, la documentazione viene consegnata in copia, adducendo come motivazione il fatto di "non voler dissestare i propri archivi". Ne segue una lunga diatriba, che si accende particolarmente dopo che il R.D. 12 febbraio 1911 stabilisce che vengano compilati gli inventari dei beni comunali, con l'indicazione dei titoli di possesso; il Comune di Copparo è costretto, in fine, a cedere e la documentazione originale viene consegnata agli altri comuni fra il 1914 e il 1915.

A metà degli anni Trenta viene effettuato un riordino della documentazione da parte dell'archivista Ricciotti Pellizzola, come si evince dalla delibera del podestà 31 dicembre, n. 6109. L'intervento si rende necessario perché il vecchio archivio comunale è "sistemato in locali inadatti e composto da centinaia di cartelle deteriorate e ammuffite e da innumerevoli pacchi di carte coperte di polvere e ingiallite dal tempo".

La documentazione è suddivisa in due diverse sezioni, una relativa al materiale precedente al 1860 e una successiva all'annessione all'Italia. Appare evidente come le serie fossero corpose, anche se già si presentavano lacune rilevanti e la documentazione del periodo francese fosse già perduta.

L'archivio regolare viene istituto nell'anno 1860. Ad archivio è destinata una grande sala al secondo piano della residenza municipale, esente da umidità e da pericolo d'incendio essendo priva di stufe e di impianti di illuminazione.

Se confrontiamo l'inventario del 1934 con quello del 1962, appaiono subito evidenti le vistose discrepanze, mentre non vi sono sostanziali differenze fra quanto conservato negli anni Sessanta e quanto reperito nell'attuale intervento. La dispersione, quindi, dev'essere avvenuta fra la fine degli anni Trenta e l'inizio degli anni Sessanta. I bombardamenti degli anglo-americani, durante la seconda guerra mondiale, pur con il loro pesantissimo bilancio in vite umane e danni ad abitazioni civili ed edifici pubblici, devono aver sicuramente risparmiato la sede municipale. Il periodo immediatamente successivo all'ingresso dei militari inglesi in Copparo presenta, invece qualche ombra.

I documenti riportano che gli uffici comunali "nei giorni 23, 24, 25 aprile 1945 furono oggetto di asportazioni da parte dei tedeschi e di saccheggi da parte dei civili". Gli elenchi, però, non parlano mai esplicitamente di danni all'archivio, anche se i saccheggi possono aver causato disordine.

In qualunque modo si siano svolti gli avvenimenti, nel 1969, Gianfranco Franchi, ispettore della Sovrintendenza archivistica, trova che le carte partono dal 1933 come "Archivio generale, patrimoniale e storico".

Con il sistema usato per l'archiviazione almeno dal 1936 (ma si ritiene plausibile che tale sistema fosse in uso anche precedentemente) non è possibile creare la "separata sezione d'archivio o archivio storico" che raccolga le pratiche esaurite da almeno quarant'anni. In realtà, all'interno delle varie sezioni ("Archivi"), si trova quasi sempre del materiale "storico", e in alcuni casi esso è facilmente identificabile proprio da alcuni spezzoni di serie antiche che sono rimasti. In genere, però, al materiale più antico viene ancora affiancato, all'interno della busta o dello stesso fascicolo, materiale recente, che gli è attinente per argomento o per oggetto. In tale situazione, la sezione storica può essere solo "virtuale".

La struttura data all'archivio riflette, così, quella originaria ed è stata mantenuta la suddivisione nei settori pre-esistenti:


  1. Archivio generale, patrimoniale e storico
  2. Archivio di ragioneria
  3. Archivio di stato civile, anagrafe e leva militare
  4. Archivio tributi
  5. Archivio imposte di consumo
  6. Archivio di polizia
  7. Archivio tecnico e acquedotto
  8. Archivio della spedalità
  9. Archivio sanitario
  10. Archivio annonario

BIBLIOGRAFIA

Amministrazione Comunale di Copparo (a cura di), Sei anni di vita amministrativa del Comune di Copparo, Industrie Grafiche Ferrara, Copparo 1951.

Camillucci Alfredo, Gli 'Insorgenti' del Ferrarese da cronaca inedita, Ferrara 1914.

Camillucci Alfredo, Copparo dai primordi al 1860, Ferrara 1934.

Pellizzola Ricciotti, Gli amministratori del Comune di Copparo dall'anno 1815 al 1952 e qualche curiosità storica, Bologna 1952

Ponzetti F.M., Notizie degli archivi d'Italia trasmesse e raccolte presso l'archivio del regno (1874-1939, in "Archivi", serie II, anno VII (1940), pp. 141-173.

Rabotti Giuseppe (a cura di), Archivi storici in Emilia-Romagna. Guida generale degli archivi storici comunali, Edizioni Analisi, Bologna 1991, pp. 202-204; scheda sul Comune di Copparo a cura di Gianfranco Franchi, 1969.
 
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ultima modifica: 29-03-2012
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